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Necropoli di Moseddu

La Necropoli di Moseddu si trova nel comune di Cheremule, su un ampio affioramento calcareo. La necropoli è composta da diciotto tombe ipogeiche del tipo a domus de janas, con uno sviluppo planimetrico semplice, mono o bicellulare. Tuttavia, è degradata a causa dello sfaldamento naturale della roccia.

Alcune tombe sono arricchite da elementi architettonici come architravi, stipiti, gradini e cornici, scolpiti a bassorilievo nella roccia. Tuttavia, la tomba Branca si distingue per il suo interesse archeologico. Questa tomba è posta leggermente isolata rispetto alle altre e presenta un'ampia camera rettangolare di dimensioni 3,10 x 5 m, accessibile attraverso un breve dromos.

La peculiarità della tomba Branca risiede nella presenza di una ventina di petroglifi incisi con la tecnica della martellina sui lati destro e sinistro del dromos e ai bordi del portello d'ingresso. Queste figure antropomorfe sono particolarmente stilizzate, con un corpo filiforme e una testa rappresentata da un cerchio, alcune con le braccia rivolte verso l'alto. La disposizione di queste figure suggerisce l'immagine di un possibile ballo, mentre una figura capovolta potrebbe rappresentare il defunto.

La Necropoli di Moseddu è stata scoperta negli anni quaranta del secolo scorso dall'archeologo Antonio Taramelli e può essere collocata cronologicamente nella cultura di Ozieri del Neolitico finale (3200-2800 a.C.). Nonostante il degrado delle tombe, questo sito archeologico offre importanti testimonianze dell'antica cultura preistorica che ha abitato la regione.

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